Il dato resta impietoso e, anzi, si fa ancora più pesante alla luce delle ultime giornate: il Bari è il peggior attacco della Serie B. Nessuna squadra segna meno dei biancorossi, un primato negativo che fotografa perfettamente la crisi strutturale di una formazione che fatica a costruire, a finalizzare e persino a rendersi pericolosa negli ultimi metri. La vittoria di Cesena aveva dato un segnale di vita, ma il 3-0 incassato dal Palermo e soprattutto il pesantissimo 2-1 contro il Mantova hanno riportato la realtà davanti agli occhi: il Bari non riesce a trovare continuità offensiva e vive di fiammate isolate.

Bari, che fatica davanti
Non si può più parlare di attaccanti a secco da mesi, perché Moncini a Cesena il suo gol lo ha trovato e resta l’unico vero riferimento là davanti. Ma è proprio questo il punto: tolto Moncini, il vuoto. Gytkjaer è entrato in un tunnel da cui non riesce a uscire, Cuni e De Pieri non incidono, Piscopo finora ha portato più movimento che concretezza. Rao aveva acceso una fiammata proprio a Cesena, ma è rimasta isolata. Dal centrocampo arrivano pochissimi gol, analogo discorso vale per la difesa. La realtà è che il Bari vive di episodi, non di un sistema offensivo riconoscibile.
La produzione offensiva è minima: pochi tiri, poche occasioni, pochissime situazioni realmente pericolose nell’arco dei novanta minuti. È questo che rende il dato dei 19 gol ancora più pesante. Non è solo una questione di realizzazione, ma di costruzione: la squadra fatica a portare uomini in area, a riempire l’ultimo terzo di campo, a dare continuità alla pressione offensiva. E quando l’unico a trovare la porta, a intermittenza, è Moncini, diventa evidente che il problema è profondo.
Essere il peggior attacco del campionato non è un dettaglio statistico, è un marchio che pesa sulla corsa salvezza. Chi lotta per restare in categoria di solito si aggrappa a qualcosa: o difende forte, o segna con regolarità. Il Bari, oggi, non ha né una grande solidità difensiva né un attacco in grado di compensare. La sterilità davanti si somma alle incertezze dietro e il risultato è una classifica che continua a peggiorare, settimana dopo settimana.
Dopo Mantova non si può più parlare di segnali, di potenzialità, di “prima o poi si sbloccherà”: servono fatti. Servono gol, servono partite in cui il Bari riesca a costruire e a concretizzare con continuità, non solo a sperare nel lampo del singolo. Perché con 19 gol in tutto il campionato, la salvezza non è solo complicata: rischia davvero di restare un miraggio.
