Dopo la pesante sconfitta contro la Carrarese, il Bari ha scelto la strada della continuità, confermando i due direttori sportivi e il tecnico Vincenzo Vivarini. La decisione di non optare per ribaltoni, nelle intenzioni della società, è stata giustificata con la volontà di usare il mercato per trovare rinforzi capaci di dare una scossa a una squadra apparsa spenta e sempre più in difficoltà. A inizio settimana alcuni esponenti del Bari avevano parlato informalmente di tre acquisti in vista della Juve Stabia, ma il tempo è passato senza che arrivasse alcun nuovo innesto.
Il Bari dovrà dunque affrontare una partita particolarmente delicata sostanzialmente con gli stessi convocati di una settimana fa (mancherà l’infortunato Castrovilli, mentre Dorval è rientrato in gruppo dopo la partecipazione in Coppa d’Africa). Anche per questo il livello di difficoltà sarà alto, visto che di fronte c’è un avversario che, pur con un budget risicato, da due stagioni si mantiene nelle zone alte della classifica e quest’anno punta a un posto nel tabellone playoff.
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Cosa aspettarsi da Bari-Juve Stabia
Momento di forma e giocatori da tenere d’occhio
La Juve Stabia arriva alla sfida del San Nicola in un momento complessivamente positivo, anche se nell’ultima giornata le Vespe non sono andate oltre il 2-2 contro il fanalino di coda Pescara, al termine di una gara equilibrata e segnata dal rammarico per il gol del pareggio abruzzese arrivato nei minuti di recupero. Al di là dell’ultimo risultato, però, il bilancio resta incoraggiante, con una sola sconfitta nelle ultime sette partite. Un rendimento che trova riscontro anche in classifica, dove la squadra guidata da Ignazio Abate occupa attualmente il nono posto, a pari punti con l’Empoli, ultimo club in zona playoff.
Lontano dalle mura amiche, però, la Juve Stabia ha mostrato qualche limite, raccogliendo soltanto sette dei ventisette punti complessivi. Tra i singoli merita particolare attenzione l’ex di turno Candellone, passato da Bari senza lasciare troppe tracce ma oggi capocannoniere della squadra con cinque reti. Da monitorare anche l’attivismo degli esterni, soprattutto Cacciamani sulla corsia mancina, così come le soluzioni dalla distanza offerte da Mosti e Maistro, quest’ultimo decisivo anche in fase di rifinitura con cinque assist. Tra i punti di forza spicca infine il portiere Confente: la Juve Stabia ha mantenuto la porta inviolata in sette occasioni, dato superato in Serie B soltanto da tre squadre.

Come gioca la squadra di Abate
La Juve Stabia ha costruito la propria identità su un gioco riconoscibile, fondato su possesso palla e costruzione bassa. L’impostazione privilegia il fraseggio corto, con pochissimo ricorso al lancio lungo e una circolazione continua dell’azione da un lato all’altro del campo per muovere le linee avversarie. La squadra tende a consolidare il possesso nella prima fase, rinviando la verticalizzazione a quando si supera la metà campo. In questo contesto Leone agisce da perno davanti alla difesa, dettando tempi e direzioni; quando l’intensità sale e il duello fisico diventa più aspro, gli viene affiancato Correia per garantire equilibrio e protezione centrale.
Le accelerazioni sono calibrate e raramente immediate: prima si cerca controllo, poi ritmo. In fase offensiva la Juve Stabia spinge soprattutto attraverso gli esterni, ma senza affidarsi al cross sistematico. L’ampiezza serve a creare spazio per inserimenti interni, con Carissoni e Cacciamani che attaccano l’area palla al piede più che servire palloni dal fondo. Nel complesso emerge una squadra che cerca di vincere attraverso il gioco, accettando il rischio di esporsi pur di mantenere un baricentro attivo: un’impostazione coerente con la filosofia di Ignazio Abate, che privilegia sempre un atteggiamento propositivo, anche quando le condizioni – soprattutto in trasferta – renderebbero più prudente abbassare il ritmo.

