Cosa aspettarsi da Bari-Cesena

La preview di Bari-Cesena

Weekend per cuori forti in casa Bari: 14 mesi dopo l’ultima volta il San Nicola riaccoglierà Michele Mignani, adesso allenatore del Cesena. Negli ultimi giorni sono state tante le manifestazioni d’affetto indirizzate verso il tecnico ligure, a dimostrazione di come l’esonero non abbia in alcun modo mitigato il sentimento di stima e rispetto nutrito dalla tifoseria.

Oltre ad omaggiare il ritorno di Mignani, i presenti al San Nicola assisteranno ad un match che si prospetta molto interessante. Bari e Cesena sono due squadre che condividono tanto, sia nella proposta di gioco che nei numeri (positivi e negativi). La traiettoria del Cesena ricorda quella del secondo Bari di Mignani, quello vitale ed entusiasta che planava sulla Serie B con la leggerezza di chi non aveva nulla da dimostrare.

Oltre ad un spirito invidiabile, il Cesena ha contenuti tattici e tecnici di tutto rispetto che meritano un approfondimento specifico.

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Cesena Mignani Celia
Copyright: Cesena FC

Le caratteristiche del Cesena

Il Cesena ha una proposta di gioco che riflette le qualità del proprio reparto offensivo. Dalla metà campo in su Mignani può contare su giocatori di assoluto valore, alcuni da tempo reclamizzati ed altri in rampa di lancio. Nel 3-4-2-1/3-4-1-2 disegnato dall’ex tecnico del Bari gli uomini chiave sono il numero 9, Christian Shpendi, l’altro prodotto delle giovanili Tommaso Berti e l’esperto Simone Bastoni.

Questi tre contribuiscono in modo diverso ma complementare allo sviluppo, alla rifinitura e alla finalizzazione delle azioni prodotte. Bastoni, con i suoi movimenti fuori linea, è fondamentale per generare linee di passaggio in fase di costruzione. Spesso si abbassa sulla destra per consentire al difensore di parte di alzarsi e fissare l’ampiezza o in alternativa affianca Calò in una struttura 3+2 simile a quella proposta dal Bari.

Nell’ultimo terzo di campo la manovra è animata dalla verve di Tommaso Berti, trequartista con limiti fisici evidenti che in parte cozzano con le richieste del calcio moderno, ma ben compensati da qualità tecniche e cerebrali di alto livello. Il suo talento nel giocare con precisione e rapidità in spazi stretti è linfa vitale per una squadra improntata sulla ricerca continua della verticalità. Lo si percepisce anche dall’utilizzo dei laterali di centrocampo: Adamo e Donnarumma sono esterni utilizzati quasi sulla linea degli attaccanti e sfruttati per abbassare i terzini o i quinti avversari e minacciare l’attacco alla linea.

Cesena Mignani Shpendi
Copyright: Cesena FC

Chi invece queste minacce le tramuta in azioni concrete è Christian Shpendi. Il capocannoniere della Serie B è uno stress continuo per le difese, un moto perpetuo che vince i duelli quasi per sfinimento. In questo ricorda molto Walid Cheddira, seppur con meno potenza in progressione, e in virtù di ciò non stupisce il feeling tecnico instaurato con Mignani non stupisce. Anche il modo di attaccare della squadra è finalizzato a massimizzarne le qualità e a mascherarne limiti fisiologici per un attaccante di poco più di 20 anni. Shpendi fatica nei duelli corpo a corpo in area di rigore, e difatti il Cesena non forza quasi mai il cross (e la squadra che ne effettua meno), mentre, come accennato, sfrutta le combinazioni centrali per disordinare le difese avversarie e premiare i movimenti calibrati al millimetro del proprio attaccante.

Rispetto alla fase offensiva, quella difensiva è sicuramente meno efficiente. Il Cesena, come il Bari, è una squadra coraggiosa, che spesso sacrifica un po’ di equilibrio pur di invadere la metà campo avversaria con tanti uomini. È un atteggiamento figlio dell’entusiasmo che permea un gruppo che cavalca l’onda lunga dell’esaltazione generata dalla recente promozione. In più, nelle ultime settimane si è sentita l’assenza di Marco Curto, difensore fondamentale nello scacchiere di Mignani per la capacità di tenera la linea alta e di coprire tanto campo. Curto però è rientrato, e domani dovrebbe figurare tra i titolari.

By Giovanni Fasano

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