In casa Bari è di nuovo tempo di pensare alla prossima partita. Fra due giorni i biancorossi affronteranno la Sampdoria al Ferraris (fischio d’inizio venerdì alle 20.30) in una gara fondamentale per restare agganciati al treno salvezza. Il tecnico Moreno Longo ha presentato questo pomeriggio l’incontro nella consueta conferenza stampa pre-match.

Le parole di Longo
Inizia la conferenza stampa di Longo.
Possiamo definirla una gara da dentro o fuori?
«Non penso che sia una domanda nuova, mi dicevate che era da dentro o fuori da tre o quattro partite. Ogni partita è di vitale importanza, però sottolineo che tre o quattro gare fa era giustamente la stessa domanda. Ora è di nuovo la partita della vita, ma lo sappiamo e non c’è bisogno che qualcuno ce lo ricordi. Bisogna vincere perché senza farlo è impossibile l’obiettivo, non ci siamo riusciti nelle precedenti ma ci dobbiamo riprovare con la Sampdoria».
Sampdoria e Bari hanno fatto lo stesso campionato fino a gennaio. Poi per i blucerchiati si sono visti gli effetti del mercato. Ha avuto altri segnali interessanti dagli acquisti che devono entrare in condizione?
«Stanno crescendo, sapevamo delle problematiche che potevamo avere nel loro inserimento, per di più con un calendario serratissimo. Il nostro obiettivo è quello di cercare di migliorare, mi auguro di trovare continuità di prestazione».
Per vincere però serve segnare. Come si può vincere senza due punte e senza rinunciare a Rao?
«Non è questione di rischiare o meno, le partite hanno bisogno di due fasi e di equilibri. Dobbiamo fare qualcosa in più sotto l’aspetto realizzativo ma non possiamo concederci all’avversario. Questa opportunità la valutiamo, per esempio a Padova si poteva vincere anche nella maniera in cui abbiamo giocato perché le occasioni le abbiamo avute. Rispetto ad altre partite siamo stati pericolosi in maniera diversa. Possiamo migliorare anche con questo tipo di aspetto, poi le proveremo tutte, se ci sarà di farlo non ci tireremo indietro».
Serve concretezza…
«Stiamo lavorando su questo aspetto, serve coraggio e concretezza negli ultimi metri. Non cercare il gol ma andarselo a prendere, anche questo aspetto può darci una mano. Una squadra che deve salvarsi di punto in bianco non va a creare quindici palle gol, con i problemi che abbiamo è difficile, dobbiamo cercare di sfruttare in tutte le maniere quanto creiamo».
Mantovani sarà di nuovo capitano venerdì? Perché Pucino non ha giocato?
«La scelta è stata tecnica, abbiamo preferito altre scelte ma il capitano è Pucino. Mantovani è il vice-capitano e avrà la fascia quando Pucino non ci sarà».
A Padova un Bari in crescita. Se non sei arrabbiato non si va da nessuna parte…
«Il mercato offriva quello, alcuni giocatori hanno preferito altre piazze. Ma chi è arrivato ha il mood giusto e sta cercando di dare tutto quello che ha, anche se a volte se non stai bene non è facile. Possiamo sbagliare tante cose da qua alla fine, ma bisognerà saper stare dentro le gare. Visto il poco lavoro a disposizione senza questa caratteristica è impensabile tutto quello che ci diciamo».
Perché tanti errori di deconcentrazione?
«Sono errori di attenzione, perché anche rianalizzando nei gol presi spesso non si è lavorato per i principi con cui ci si allena. Naturalmente in questo sembra quasi che quando sbagli mezza cosa ti puniscono continuamente. Cerco di non lasciare alcun dettaglio, li voglio più convinti. Poi sto cercando di instaurare anche un bel rapporto, perché l’obiettivo è di tutti».
Il punto sugli indisponibili?
«Abbiamo ancora fuori Verreth, Dickmann e Darboe. Ci sono ancora dei differenziati come Odenthal e Rao che stiamo ancora valutando».
Artioli può giocare con continuità?
«A Padova ha fatto una buona partita dimostrando personalità, anche lui questa settimana ha fatto un po’ di fatica a recuperare perché quel minutaggio non lo faceva da un po’. Stiamo valutando anche questo».
Ipotesi De Pieri dall’inizio?
«Lui è entrato bene, a lui e a Cavuoti sto chiedendo più concretezza. Deve dare peso alle giocate, che servono per la finalizzazione. Fa parte del percorso del giovane, serve questo step».
Quale step mentale manca alla squadra?
«La squadra si sta allenando bene, ma conta quello che trasferisci sul campo. Bisogna essere assatanati dentro la partita, è quel momento dove raccogli. In questo tanti giocatori in carriera non si sono allenati al massimo e poi rendere al massimo. Padova ci ha fatto vedere cose diverse, bisogna cavalcarle e migliorarle. Siamo stati dentro la partita per novanta minuti, anche quando cambiava lo spartito dentro la gara. Il calendario? Inutile fare troppi pensieri, giocare con il Venezia è ovviamente diverso, ma dobbiamo cavare il massimo da ogni situazione. Però la prossima si chiama Sampdoria».
Termina la conferenza stampa di Longo.

