Nelle ultime ore ha fatto rumore l’interessamento dell’Avellino per James Rodriguez. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto sulle colonne del quotidiano spagnolo Marca, il club irpino sarebbe in trattativa avanzata con il fantasista colombiano, attualmente svincolato dopo l’ultima esperienza in MLS.
Un nome di assoluto prestigio per la Serie B e, più in generale, per il calcio italiano. Ma c’è un dettaglio che lega James anche al Bari: molti anni fa, prima ancora che diventasse una stella del calcio mondiale, il colombiano fu infatti molto vicino a vestire la maglia biancorossa.

James Rodriguez e quel retroscena con il Bari
A raccontare la vicenda fu Daniele Faggiano nel giugno del 2020, ai microfoni di AS. Nell’estate del 2009, subito dopo la promozione in Serie A conquistata dal Bari di Antonio Conte, Faggiano ricopriva il ruolo di capo degli osservatori del club biancorosso.
Fu proprio in quel periodo che il dirigente seguì da vicino un giovanissimo James Rodriguez, allora in forza al Banfield. Faggiano visionò il colombiano e arrivò anche a parlare con la sua famiglia, convinto delle qualità di un talento ancora poco conosciuto in Europa.
L’operazione, però, non arrivò mai alla fumata bianca. Il Bari non poteva sostenere da solo l’investimento necessario e avrebbe avuto bisogno della collaborazione di un altro club. La società individuata per partecipare all’affare, però, non volle esporsi economicamente su un ragazzo ancora tutto da scoprire. Con il senno di poi, un’occasione che assume contorni quasi incredibili.
Appena un anno più tardi James Rodriguez lasciò il Banfield e si trasferì al Porto, iniziando un percorso che lo avrebbe portato ai massimi livelli del calcio europeo tra Real Madrid e Bayern Monaco e la consacrazione definitiva anche con la Nazionale colombiana, fino a diventare uno dei giocatori simbolo della sua generazione. Prima di tutto questo, però, nella sua carriera avrebbe potuto esserci anche il Bari.

