Sicuramente è ancora presto per giudicare questo Bari. In campionato sono state disputate appena tre partite, e soltanto una con il mercato ormai chiuso e la rosa definitivamente completata. Il derby vinto contro il Casarano, però, ha lasciato intravedere un primo accenno di organizzazione tattica e una crescita sul piano della prestazione. Soprattutto nell’ottima mezz’ora iniziale, infatti, si è vista una squadra più compatta, aggressiva e propositiva.
Una prova che non cancella le difficoltà delle prime settimane e che non può spazzare via tutti gli interrogativi su una rosa che, in alcuni reparti, sembra ancora avere margini di miglioramento. Il successo sul Casarano, però, ha iniziato anche a indicare quali possono essere le chiavi per far girare il Bari di Rastelli e su quali aspetti sarà necessario continuare a lavorare per crescere ulteriormente.

5 spunti sul momento del Bari
La difesa comincia a diventare collettiva
Il primo passo in avanti evidente riguarda la fase difensiva, che contro il Casarano ha dato finalmente l’impressione di essere realmente collettiva. Rispetto alle precedenti uscite, i difensori e Cerofolini sono sembrati molto meno abbandonati a loro stessi.
La pressione partiva già dagli attaccanti e, soprattutto quando il Casarano cercava di sviluppare il gioco sulle corsie esterne, il Bari alzava diversi uomini per chiudere le linee di passaggio e costringere gli avversari a rinunciare al palleggio, ricorrendo più spesso alla giocata lunga.
Inizia insomma a vedersi una squadra che prova a difendere con tutti i suoi uomini e non soltanto con il reparto arretrato. La porta inviolata è stata certamente favorita dalla lunga superiorità numerica e, nel finale, è servito ancora una volta un Cerofolini decisivo sulla girata di Grandolfo. Resta comunque il segnale di una retroguardia più organizzata e soprattutto molto lontana dalle amnesie che a Barletta erano costate carissime.

La manovra e la crescita di Darboe
Passi avanti si sono visti anche nella costruzione. Il Bari ha mosso il pallone con maggiore sicurezza e personalità, cercando con più continuità di uscire palla a terra. Grgic si è spesso abbassato tra i centrali per dare una soluzione in più in fase di impostazione, mentre Darboe ha garantito quel dinamismo che era mancato in alcune delle prime uscite. L’ex Roma è stato bravo sia a far progredire il pallone in conduzione, sia a cercare l’imbucata verticale per accelerare la manovra.
È un miglioramento che dovrà però essere confermato già venerdì ad Altamura, su un campo più piccolo e in un contesto presumibilmente molto diverso da quello del San Nicola. Qualche interrogativo, inoltre, resta. Maggiore non ha convinto pienamente ed è uscito anzitempo, mentre la sensazione rimane quella che in mezzo al campo, soprattutto sul piano delle caratteristiche, dal mercato potesse servire qualcosa in più.

Il peso di Butic nel Bari
Se c’è un calciatore che in questo avvio di stagione ha dato qualcosa in più al Bari, quello è Karlo Butic. Rientrato dopo il forfait precauzionale di Barletta, contro il Casarano è stato uno dei principali riferimenti della manovra offensiva. Dai suoi piedi è nata buona parte delle occasioni create nel primo tempo, in un autentico duello personale con Farroni, decisivo in almeno tre circostanze, mentre un’altra conclusione del croato ha sfiorato l’incrocio dei pali.
Il suo peso, però, non si limita alle occasioni da gol. Il lavoro tra le linee ha aiutato il Bari a collegare meglio centrocampo e attacco, permettendo alla squadra di trovare con maggiore continuità uomini nella metà campo avversaria. In attesa che si sblocchino altri interpreti, Butic sembra già uno dei giocatori più funzionali alle idee di Rastelli.

L’impatto dei nuovi arrivi nel Bari
Il segnale più evidente arrivato dal mercato si è visto soprattutto in attacco. Il gol vittoria contro il Casarano porta infatti la firma di due degli ultimi arrivati: il pallone messo dentro da Della Morte, schierato titolare al debutto, e la conclusione di Bianchi, entrato dalla panchina e tornato al gol dopo 480 giorni. A cambiare ritmo alla partita, con il punteggio ancora bloccato, erano stati però proprio i cambi. Esposito, in particolare, ha dato vivacità e qualità, ed è da un suo scavetto che nasce l’intera azione culminata con l’1-0.
Se in altri reparti restano dubbi sulla profondità, davanti Rastelli sembra poter contare su un pacchetto abbastanza assortito, con caratteristiche differenti e più soluzioni da utilizzare a gara in corso. Anche qui servirà continuità. Bianchi, reduce da stagioni complicate, rappresenta probabilmente l’esempio principale: l’impatto è stato perfetto, ora bisognerà capire quanto potrà incidere nel lungo periodo.

I nodi che restano: Gomez e la continuità
Restano infine alcune questioni ancora aperte. La prima riguarda inevitabilmente Guido Gomez. Il centravanti resta ancora lontano dalla versione migliore di sé: zero gol in tre giornate di campionato e un’altra prova poco incisiva contro il Casarano. Da un attaccante arrivato per garantire peso e reti ci si aspetta inevitabilmente molto di più.
Rastelli ha già sottolineato come il problema non dipenda soltanto dal giocatore e come la squadra debba riuscire a servirlo con maggiore qualità, soprattutto attraverso più cross e palloni puliti. Resta però evidente che il Bari avrà bisogno di ritrovare presto il suo centravanti. Qualche dubbio permane anche sulle corsie, dove Burgio e Mane (soprattutto quest’ultimo), non hanno ancora garantito continuità di rendimento.
Il problema più generale, però, riguarda proprio la continuità all’interno della stessa partita. Contro il Casarano, paradossalmente, il Bari ha perso brillantezza proprio quando si è ritrovato in superiorità numerica: si è progressivamente abbassato, ha smesso di attaccare la porta con la stessa insistenza e ha lasciato maggiore iniziativa agli ospiti, arrivando anche a rischiare la beffa nel finale.
È probabilmente questo il prossimo passo da compiere: trasformare i buoni momenti in una prestazione completa, senza cali evidenti e senza concedere agli avversari la possibilità di rientrare in partita. Il Bari resta un cantiere aperto, ma contro il Casarano qualche indicazione in più è finalmente arrivata. Ora servirà capire se si è trattato di un primo vero passo avanti o soltanto di un segnale isolato.

