Marino: «Bari costruito per vincere subito. Nessun rifiuto, ringrazio chi è rimasto. Altri sono stati inadempienti»

Le parole di Marino
Marino

Questo pomeriggio, insieme ai due nuovi arrivati Matteo Della Morte e Flavio Bianchi, è intervenuto in conferenza stampa anche il direttore generale del Bari, Pierpaolo Marino. Il dirigente biancorosso ha fatto il punto della situazione al termine della sessione estiva di calciomercato, analizzando il lavoro svolto dalla società nelle ultime settimane. Il Bari ha chiuso la finestra di mercato con 13 operazioni in entrata e 5 in uscita, andando a rivoluzionare la rosa a disposizione di mister Massimo Rastelli. Di seguito le parole di Marino raccolte in conferenza stampa dal nostro inviato Raffaele Digirolamo.

Marino
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Le parole di Marino in conferenza stampa

Inizia la conferenza stampa di Marino.

Le prime parole del direttore generale: “Abbiamo qui gli acquisti più recenti di questa lunga ma anche complicata campagna acquisti. Rifondare la squadra con 13 movimenti in ingresso non è stata una cosa semplice, gli aspetti da considerare non sono solo quelli di potenziare la squadra ma anche di non far partire i migliori. A questo proposito dopo devo ringraziare alcuni giocatori di questo Bari che hanno ricevuto offerte importanti dalla B ma che hanno preferito continuare a difendere la maglia del Bari. La stima per chi è rimasto resta incondizionata, abbiamo ceduto solo alle condizioni che una società forte detta per cedere. Sono orgoglioso di avere qui quattro ragazzi ricercati per tanto tempo, nell’allestire la squadra abbiamo cercato un mix fra esperti e giovani prospettici. Qui avete giocatori vincenti ma anche un elemento come Mendicino, che è un giovane talento che sarà chiamato ad esprimersi per la sua crescita”

Le prime parole sui singoli: “Per quanto riguarda Della Morte devo ringraziarlo, ha preferito venire da noi di fronte a tante richieste. La voglia con cui è venuto a Bari ci ha messo nelle condizioni per superare altri club che volevano portarlo da loro. Bianchi? Lui è un giocatore che ci mancava, una giusta alternativa in attacco, anche lui ha dimostrato una voglia incredibile di venire a Bari, sono convinto che farà benissimo. Mogos ha fatto gli europei, ci dà agonismo e tecnica, fisicità ma soprattutto esperienza e qualità dell’esperienza, ha avuto dei trascorsi veramente importantissimi. Si tratta di un giocatore di categoria superiore, se la maglia non è sudata non si dà pace”

Sul mercato: “Non ho mai avuto rifiuti quest’anno, malgrado la situazione difficile di Bari. Non ho mai trattato né Gelli né Chiosa, come loro non hanno mai rifiutato Bari. Tutti gli obiettivi che avevo cercato d’accordo con Rastelli ho preso. Avrei potuto dire di aver chiamato tanti giocatori e nessuno è voluto venire, questi ragazzi invece sono venuti e ho voluto ringraziarli perché hanno preferito Bari ad altri posti. Mogos è un pupillo di Rastelli, abbiamo la garanzia totale del mister”

La campagna acquisti: “Su questa campagna acquisti stiamo lavorando da circa due mesi con tutte le componenti dell’area tecnica, sono convinto che abbiamo allestire una squadra in grado di perseguire l’obiettivo di vincere subito il campionato. La fretta ovviamente non è buona consigliera”

Il parere di Marino sulla disfatta di Barletta arriva in conferenza stampa: “A Barletta c’ero stato 35 anni fa ad Avellino e perdemmo 3-0, in undici contro nove. Non la consideravo una partita semplice, loro sono una squadra che ha vinto il campionato, volevamo il loro attaccante e abbiamo scoperto che non era trasferibile, perché per il suo status (di extracomunitario, ndr) poteva giocare fra i professionisti solo con il Barletta. Potrebbe chiedere anche ad altre squadre che sono date per favorite e sono sotto di noi, non giudico, nonostante lavorassi in A guardavo sempre partite di C, so che squadre che nel girone d’andata avevano 14 punti di ritardo poi hanno vinto. Ci vuole pazienza e soprattutto la capacità di capire che gli elementi per vincerlo sono la costanza, la motivazione, la fiducia che emerge nel tempo, poi saper piazzare lo sprint finale”

Marino chiarisce: “Leggo e rispetto l’idea per cui avremmo dovuto comprare altri giocatori, però abbiamo fatto una squadra con due giocatori per ruolo e con capacità di fare tre moduli diversi. C’era anche una lista da rispettare, e fino all’uscita di Faggi era completa. Non sto dicendo che ci manca qualcosa, abbiamo preso ciò che volevamo. So che ci si aspettavano più acquisti, ma la possibilità di aver potuto contare su giocatori come Mantovani, come Cerofolini, come Maggiore, che hanno avuto offerte importanti dalla categoria superiori e che nonostante avessero dei dubbi li hanno schiariti, sono stati per me nuovi acquisti. Potevano fare come altri, che si sono comportanti in modo inadempiante, perché il calcio di oggi lo permette, visto che i giocatori subiscono le degli agenti, invece sono stati ragazzi attaccati alla causa e ragionevoli”

Sulla rosa: “Nel discorso di avere due giocatori per ogni ruolo dovevamo completare la rosa davanti, prendendo un jolly d’attacco come Bianchi e sugli esterni uno come Della Morte che è indiscutibile. Abbiamo seguito anche altri giocatori, perché non avevamo certezze sulla trattativa che era complicata, sono elementi che ci servivano. In più ci sono elementi come Prisco che sa fare quel ruolo a centrocampo. Ho due giocatori per ogni ruolo e questo era l’obiettivo. Voglio dirvi che Vicari è un giocatore del ari, è stato operato al menisco, non l’avevamo pubblicizzato perché in seguito di cessioni non si fanno dichiarazioni sulle condizioni. Lui ha rifiutato del trasferimenti, fa parte di quei giocatori che si giocano il ruolo, non è stato fermo perché non voleva offrire prestazioni come ha fatto qualche altro”

Su come credere all’obiettivo: “Bisogna avere una compattezza di squadra e i giocatori devono credere nell’obiettivo e farlo loro, posso dirvi solo quali saranno i benefici. Nella quotidianità dobbiamo assisterli, qualche volta dare anche qualche bastonata, non è che dopo Barletta abbiamo fatto i complimenti. Però bisogna dire che gli inizi dei campionati sono problematici anche per chi ha i favori del pronostico, le squadre che incontrano difficoltà sono quelle indicate come favorite alla vigilia. L’altro giorno abbiamo affrontato la prima in classifica, a volte ce se ne dimentica, bisogna essere umile per riconoscerlo, senza un rigore inventato l’avremmo vinta senza rigori”

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Le parole su Darboe e sulle garanzie della proprietà: “Rastelli come ha visto Darboe in ritiro, mi ha detto di non trattarlo. Anche lui ha rifiutato la B, un club al penultimo giorno ha fatto l’assalto e lui si è comportato molto bene. Le garanzie dalla proprietà? Onestamente devo dire di si, ho avuto una carriera molto gratificante, questo mi ha permesso di non andare a cercare ingaggi altrove, non avrei mai fatto la C se non fosse stato per Bari, mi hanno chiamato club importanti di A e di B, ci ho visto giusto perché lì le cose non sono andate per il verso giusto. Vorrei ricordare che il costo di un cartellino è dato anche dagli ingaggi, quelli sono investimenti, costi strutturati a cui la proprietà deve far fronte. E se non ci sono introiti la società interviene, io le ho avute e ho potuto fare il mio lavoro insieme a Rastelli”

Marino continua: “Sono un uomo di pensiero, e il pensiero lo penso molto bene. Sono qui per una valutazione a 360 gradi, con l’onestà vi dico pure che per me è l’impresa più difficile, io ho vinto anche uno scudetto dopo sessant’anni che non si era vinto niente. Io non mi sento infallibile, ma uno che è migliorato con le sue esperienze, ho una passione incredibile per il lavoro che faccio, non mi sono spento per questa passione. Spero di guadagnare la stima di Bari e dei baresi, e di guadagnarmelo come ho fatto in altri posti e in città difficili. Qui magari spero che mi possano un giorno ricordare come in altre città dove ho lavorato, so che è difficile perché c’è più diffidenza che fiducia, e in questo sta la sfida”

Il direttore ha parlato di Vicari: “Io sono felicissimo che Vicari sia rimasto qui. Mentre era reduce dall’intervento gli ho parlato più di una volta, hai fatto una cosa che in tre settimane si risolve, è la tua fortuna perché ti avrei voluto tenere. Sono felicissimo che sia rimasto, completa il reparto difensivo in maniera impeccabile”

Le dichiarazioni sul tema Sibilli: “Non ce l’ho con i giocatori che sfruttano il calcio moderno, ce l’ho con le regole. Il mio pensiero è stato sempre che da quando c’è stata la legge ’91, che ha permesso che le società diventassero ha scopo di lucro, me la prendo con un contratto che è quello in cui i calciatori sono descritti come subordinati ma sono autonomo. I giocatori che firmano quinquennali, se vanno male non accettano mica decurtazioni, se vanno bene cominciano i mal di pancia. Ce l’ho anche con quelli agenti che sfruttano la situazione per diventare i proprietari dei calciatori, perché noi parliamo di mal di pancia ma poi portano commissioni”

Infine, verso la gara di Casarano: “Ritengo che se usciamo bene dalla partita contro il Casarano sarà il grosso avvicinamento alla forma migliore, mi piacerebbe che per l’autostima della squadra”

Riguardo le vicende giudiziarie: “Non voglio entrare dentro le vicende giudiziarie, però vedrete che il 10 saremo qui a commentare le cose. Conosco molto bene le potenzialità del Bari, messe a disposizione. Multiproprietà? A me questo interessa poco, sono abituato a ragionare concretamente. Se c’è una scadenza, la regola impone questo, devo pensare che il club deve essere dato via alla scadenza. Sono venuto qui con la mission di dare via il Bari nelle migliore condizioni possibili alla scadenza, sono abituato che se c’è una legge si andrà a rispettare. Nessuno mi ha detto che non si vendeva il club, poi conosco bene i meccanismi federali della Lega, per cambiare una regola ci vogliono tanti paletti federali e non è una cosa semplice. Io mi mentalizzo sul fatto che sarò a Bari fino alla scadenza, poi non ho certezze neanche sulla mia figura”

Sul doppio salto: “Difficile fare bilanci dopo due partite di campionato in cui abbiamo tre punti su sei. Secondo me abbiamo fatto un giusto mix fra giovani ed esperti. Non riuscirete a far crollare la mia fede, è fatta di esperienza, intanto devo arrivare in B con umiltà. Poi ho detto che il programma della B sarà quello di andare in A, poi riuscirci sarà un altro punto interrogativi. Questa squadra secondo me con massimo sei innesti sarà una squadra che, se dovesse riuscire a vincere il campionato di C, può garantire una continuità. Poi chiaro che va messo un programma di rafforzamento. Sarò un sognatore, ma qualche volta il sogno si è realizzato”

Infine, su queste prime partite di campionato: “Il giudizio sulle squadre in poche partite, dove pur avendo perso malamente a Barletta abbiamo vinto tre partite, è sicuramente avventato. Nell’ultimo mese abbiamo fatto un acquisto ogni tre giorni, la squadra si è andata componendo nel tempo. La squadra si è definitivamente formata due giorni fa, la guardo con fiducia e non la giudico per quanto fatto fino ad ora. A Barletta non avevamo per esempio i due esterni titolari o Butic, io non riesco a pensare che si possa buttare a mare una squadra, vuol dire però che abbiamo margini di miglioramento enormi”

Termina la conferenza stampa di Marino.

 

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By Raffaele Digirolamo

Dottorando in filosofia presso l'Università degli Studi di Bari. Curo la newsletter per Elezioni Usa 2024 e scrivo per PianetaBari

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