L’estate calcistica di Bari è iniziata in un clima di profonda rifondazione e freddezza ambientale. Dopo la dolorosa retrocessione e la necessità di ricostruire da zero l’intera area tecnica, la piazza biancorossa chiede a gran voce colpi immediati per puntare al salto di categoria. Eppure, chi si aspetta botti di mercato a luglio rischia di rimanere deluso. Il mercato del Bari, ancora una volta, entrerà davvero nel vivo soltanto ad agosto.

La strategia di mercato del Bari degli ultimi giorni
Muoversi a inizio sessione significa assecondare le pretese economiche altissime dei club e degli agenti. Aspettare agosto, invece, permette di sfruttare l’effetto clessidra: il tempo stringe, i prezzi calano drasticamente e le rose di Serie A e B hanno necessità di dar via gli esuberi, che potrebbero essere fondamentali in Serie C. Come spiegato da Pierpaolo Marino in conferenza stampa: «I migliori acquisti potrebbero arrivare l’ultimo giorno di mercato. Il 30 agosto, giorno del mio compleanno, in passato sono riuscito a perfezionare colpi incredibili».
Ecco perché attendere le opportunità, muoversi con pazienza e sfruttare gli ultimi giorni di mercato per cogliere occasioni che possono diventare più convenienti sembra essere ancora una volta la via maestra. Una linea operativa che nel calcio può avere una sua logica, ma che diventa problematica considerando, però, che a Bari questo copione non rappresenta una novità. Negli anni della gestione De Laurentiis, infatti, il mercato spesso ha seguito una dinamica simile: sterile attesa a giugno, ritiri inutili a luglio con calciatori in uscita, operazioni negli ultimi giorni e una squadra completata soltanto a campionato iniziato.

Gli esempi storici: Di Natale e Denis
Il Direttore Generale Marino ha rispolverato due dei suoi più grandi capolavori per spiegare il fenomeno: Antonio Di Natale e German Denis. Nell’estate del 2004 Di Natale era retrocesso in Serie B con la maglia dell’Empoli, ed il suo cartellino faceva gola a molte squadre. Marino aspettò gli ultimi giorni di mercato e lo acquistò all’Udinese, squadra in cui l’attaccante è diventato una leggenda.
La storia si è ripetuta nell’agosto del 2011 con l’Udinese che chiedeva cifre alte per il “Tanque” German Denis nonostante avesse passato una stagione negativa a Lecce. Marino credeva nel calciatore, e lo acquistò all’Atalanta verso il termine del mercato in prestito con diritto di riscatto: Denis ricambiò con 16 gol.
Tuttavia per una piazza come Bari, reduce da una retrocessione e chiamata a ripartire con ambizioni importanti, il rischio di questa lunga attesa è quello di trasformare la pazienza in un ritardo deleterio nella costruzione della squadra. E dopo una retrocessione, la richiesta della piazza era chiara: il nuovo corso avrebbe dovuto dimostrare di essere davvero diverso dal passato.
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