Cosa aspettarsi da Bari-Venezia

La sfida è di quelle proibitive: alle ore 15, fra le mura amiche del San Nicola, il Bari affronta la capolista Venezia in un match cruciale per la corsa salvezza. Vista la situazione di classifica degli uomini di Moreno Longo, i biancorossi non possono permettersi di fare calcoli. Nonostante la forza dell’avversario, serve provare a strappare a tutti i costi dei punti in vista del filotto finale. Ma che formazione troveranno di fronte i galletti?

CLICCA QUI PER LEGGERE LE PROBABILI FORMAZIONI

Stroppa
Copyright: Venezia FC

Cosa aspettarsi da Bari-Venezia

Momento di forma

Il Venezia arriva al San Nicola con il vento in poppa e un’ottima situazione di classifica: la compagine veneta è infatti capolista a 72 punti, a pari merito con il Monza (che però ha una gara in più), con un margine di tre lunghezze sul Frosinone. Il dato più impressionante, però, è quello relativo alla continuità, visto che i lagunari hanno subito una sola sconfitta nelle ultime 23 partite e hanno una striscia di imbattibilità che dura da undici giornate. In trasferta, però, la formazione di Stroppa ha subito un piccolo rallentamento, con quattro pareggi di fila (tre di questi contro avversari nella parte destra della classifica).

Oltre ai risultati, pesano sia i numeri (con 68 gol segnati, il Venezia ha il miglior attacco del campionato) che le qualità individuali della rosa. Spicca il momento di Adorante, secondo miglior marcatore del torneo e riferimento costante in zona gol, ma sono tanti i punti di riferimento. Yeboah, ad esempio, non segna da qualche gara ma continua a essere centrale per imprevedibilità e capacità di creare superiorità. In mezzo al campo, Busio è il vero equilibratore, mentre si cerca maggiore continuità da Kike Perez e da un Doumbia più altalenante (ultimo gol a metà marzo). Sulle corsie, occhio ad Hainaut, fin qui autore di cinque gol e altrettanti assist.

Hainaut
Copyright: Emanuele Pennacchio/IPA Sport

Come gioca il Venezia

Il Venezia di Stroppa si dispone con un 3-5-2 che punta in maniera chiara al controllo del gioco. Già dalla prima costruzione, la squadra porta molti uomini sotto la linea della palla per gestire il possesso e occupare il campo in ampiezza. L’idea è sviluppare l’azione in modo ragionato, attirando la pressione per poi trovare spazi tra le linee o sugli esterni. Tipicamente due giocatori si abbassano per facilitare l’uscita, mentre uno resta più alto per attaccare la profondità.

In fase offensiva, il Venezia riempie l’area con molti uomini: il lavoro degli attaccanti apre spazi per gli inserimenti centrali (soprattutto di Busio) e per la partecipazione attiva degli esterni. Yeboah, anche senza gol, resta determinante proprio perché costringe le difese al raddoppio, liberando linee di passaggio e corridoi interni. In fase difensiva, la squadra adotta un pressing abbastanza aggressivo, spesso uomo contro uomo, mantenendo il baricentro alto. Se la prima pressione viene superata, però, il sistema si ricompone rapidamente in un 5-3-2 più compatto, con l’obiettivo di proteggere l’area e limitare gli spazi centrali.

By Raffaele Digirolamo

Dottorando in filosofia presso l'Università degli Studi di Bari. Curo la newsletter per Elezioni Usa 2024 e scrivo per PianetaBari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Correlati