La mano di Longo si inizia a vedere: ora il Bari sembra una squadra. E solo così si può sperare…

Il FOCUS su Longo

La vittoria contro la Sampdoria sicuramente non cambia la classifica del Bari di Longo. La formazione biancorossa resta infatti al penultimo posto, a 3 lunghezze dalla salvezza diretta, in attesa delle gare odierne. Ogni spunto di ottimismo deve perciò partire dal riconoscimento della situazione complessa in cui versano i galletti, che non potranno abbassare di un minimo la soglia dell’attenzione e anzi sono chiamati ad alzare ulteriormente i giri del motore per dare continuità ai tre punti del Ferraris.

D’altro canto, sarebbe impossibile negare che il successo di venerdì scorso ha lasciato sensazioni diverse rispetto al passato. Nelle altre vittorie stagionali, infatti, raramente il Bari aveva dato quella prova di solidità che si è vista contro la Sampdoria. In quel di Genova si è visto finalmente un gruppo compatto, voglioso di lottare e con l’atteggiamento di chi vuole lottare fino alla fine. Indipendentemente da come finirà, è il primo grande obiettivo raggiunto da Moreno Longo.

Bari Sampdoria
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La mano di Longo sul Bari

Fino a poche settimane fa, infatti, il Bari dava la sensazione di essere una somma di giocatori senza identità. Adesso, l’idea è quella di avere davanti una squadra. Non è detto che basterà per una salvezza che resta complicata, ma è quel requisito minimo che consente di sperare e che fino a poco tempo fa mancava. Si tratta di un fattore che non è di poco conto perché non si limita all’aspetto mentale, ma plasma sicurezze che si infondono nel gruppo.

Certo, non è solo merito di Longo. Se quella biancorossa appare una squadra è anche perché dal calciomercato sono arrivati innesti che hanno colmato alcune delle lacune della rosa (non tutte, perché ad esempio davanti serviva probabilmente almeno un altro attaccante). La difesa con Odenthal e Cistana è infatti più solida rispetto a quella che subiva costantemente imbarcate, il centrocampo d’altro canto ha guadagnato muscoli e agonismo con Artioli e Esteves. È indubbio, però, che la mano dell’allenatore si sia vista: oltre ai nuovi, anche altri giocatori che sembravano appannati sembrano pian piano ritrovare fiducia.

Il caso più emblematico forse è quello di Maggiore, nella prima parte di stagione uno dei più appannati nel Bari. Al Ferraris, invece, si è rivisto un giocatore di qualità e cattiveria, come forse in biancorosso non si era quasi mai notato. Questa è solo la base da cui partire: il finale di stagione regala ai pugliesi un calendario complesso e la classifica resta complicata. Se quando dimostrato venerdì scorso dovesse essere riconfermato, però, vorrà dire che i galletti avranno almeno quello spirito che serve per provarci. Se basterà, lo dirà solo il campo. Ma già adesso, però, una cosa si può dire: quei due mesi di tempo persi, non richiamando Longo già post esonero di Caserta, a questa squadra rischiano di costare carissimo.

By Raffaele Digirolamo

Dottorando in filosofia presso l'Università degli Studi di Bari. Curo la newsletter per Elezioni Usa 2024 e scrivo per PianetaBari

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