Nel pomeriggio più amaro della stagione biancorossa, con il Bari sconfitto in casa dal Südtirol e travolto dalla contestazione del San Nicola, l’unico a tenere accesa una fiammella è stato ancora una volta Emanuele Rao. Il classe 2006, entrato a inizio ripresa, ha firmato il gol del momentaneo 1-2 con una giocata di qualità e coraggio, confermandosi come l’unico vero punto di luce in una squadra che continua a sprofondare.

Rao, l’unico che brilla
Il suo ingresso ha cambiato il volto offensivo del Bari. Dopo un primo tempo sterile e un avvio di ripresa disastroso, Rao ha portato energia, strappi e personalità. All’80’, con i biancorossi sotto di due reti, ha ricevuto palla al limite, se l’è sistemata sul destro e ha lasciato partire un tiro a giro preciso che ha battuto Adamonis, riaccendendo per un attimo le speranze. È stato l’unico vero sussulto del Bari, che nel finale non è riuscito a completare la rimonta o quanto meno pareggiare.
Ancora una volta, Rao ha mostrato maturità, coraggio e qualità. Nonostante la giovane età, gioca con la naturalezza di chi sente di appartenere a questo livello. È l’unico a cercare la porta con continuità, a puntare l’uomo, a prendersi responsabilità. Il gol contro il Südtirol è il secondo in campionato, ma vale più del dato statistico: è la conferma di un talento che sta crescendo in fretta, in un contesto difficile, e che continua a guadagnarsi spazio e centralità.
Fa specie allora come Longo per la seconda volta consecutiva lo abbia utilizzato a partita in corso. A fine gara il tecnico ha così motivato la scelta: «Sapevamo che l’avversario che incontravamo, alla terza partita in una settimana, ci avrebbe messo in difficoltà per ritmo e intensità, oltre che per fisicità. Non sono le caratteristiche ideali per Rao, che avrebbe avuto più spazi nella ripresa». Francamente qualche dubbio resta…
