Il cerchio sembrava essersi chiuso, e invece si è riaperto subito. Il Bari aveva finalmente ritrovato una vittoria in trasferta dopo 336 giorni, sempre con Moreno Longo alla guida, proprio come accadde l’ultima volta a Mantova nel febbraio 2025. Il successo di Cesena aveva dato l’illusione di una svolta, di un nuovo inizio, di una squadra pronta a rialzarsi.
Ma il 3-0 incassato dal Palermo ha riportato tutti bruscamente alla realtà: il Bari è ancora fragile, ancora incompleto, ancora lontano dall’essere una squadra continua. La vittoria del “Manuzzi” resta un segnale importante, ma non è bastato a cancellare i limiti strutturali che si sono ripresentati puntuali contro i rosanero.

Bari e Longo verso la prossima trasferta
Il successo di Cesena aveva spezzato una striscia negativa lunga quasi un anno, un peso psicologico enorme che aveva accompagnato il Bari per mesi. Longo era riuscito a fare ciò che nessuno aveva fatto dopo di lui: riportare i biancorossi a vincere lontano dal San Nicola. Ma la sconfitta netta contro il Palermo ha mostrato quanto il percorso sia ancora instabile. Il Bari ha ritrovato la vittoria esterna, sì, ma non ancora la continuità. E senza continuità, la classifica resta un problema serio.
E qui il destino torna a bussare. Perché la prossima trasferta sarà proprio Mantova, lo stadio dove il Bari aveva vinto l’ultima volta con Longo nel 2025 grazie al gol di Maggiore. Un luogo simbolico, quasi un punto di riferimento emotivo. Un campo che rappresenta l’ultima vera immagine di un Bari solido, concreto, capace di imporsi fuori casa.
Oggi la situazione è diversa: la squadra arriva da un ko pesante, con una classifica complicata e con la necessità di dimostrare che Cesena non è stato un episodio isolato. La trasferta lombarda non è solo un’altra partita: è un test di maturità, un banco di prova per capire se il Bari può davvero rialzarsi o se la vittoria di Cesena resterà un lampo nel buio.
