La sfida contro la Carrarese, in programma alle 15 in terra toscana, inaugura il 2026 del Bari in un clima di burrascosa incertezza: il campo ha ormai chiarito che i biancorossi dovranno sudarsi la salvezza fino all’ultimo, immersi in un ambiente che si fa ogni settimana più pesante. A suonare l’allarme è stato lo stesso Vincenzo Vivarini, che alla vigilia non ha celato l’insoddisfazione per un mercato a rilento, giudicato insufficiente per garantire ai galletti il salto di qualità necessario ad abbandonare le zone pericolose della classifica.
Al di là delle polemiche, il Bari è chiamato a uno scatto d’orgoglio contro una rivale che, pur in calo dopo un buon avvio, possiede fisicità e aggressività tali da impensierire seriamente la retroguardia. Un impegno delicato al quale i biancorossi arrivano con scelte forti, avendo deciso di rinunciare a Francesco Vicari ed Anthony Partipilo: entrambi non figurano tra i convocati in quanto definitivamente fuori dal progetto tecnico biancorosso.
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Cosa aspettarsi da Carrarese-Bari
Il momento di forma
La squadra di Calabro aveva iniziato bene il campionato, con una sola sconfitta nelle prime otto gare, ma appare ora in netto calo: il successo di metà del mese scorso sulla Virtus Entella non basta infatti a cancellare un periodo segnato da pesanti sconfitte, tra cui i cinque gol incassati dal Palermo e il poker subito a Monza. Numeri che inchiodano la difesa come vero anello debole di una formazione che, dalla mediana in su, è stata invece costruita con intelligenza pur dovendo fare i conti con risorse economiche modeste.
Le amnesie difensive arrivano spesso a reparto schierato, figlie di errori di lettura individuali che stanno spingendo la società a intervenire sul mercato per colmare le lacune. Davanti la musica cambia grazie alla qualità degli interpreti: l’uomo più temibile resta Nicolas Schiavi, centrocampista pronto al rientro dopo la squalifica e già a quota sei reti in campionato, tra cui spicca la splendida rovesciata siglata proprio contro i liguri.

Come gioca la Carrarese
Sotto la guida di Calabro, la Carrarese si è plasmata come una squadra verticale e di sostanza, che bada poco all’estetica e molto al sodo. Pur schierandosi con un assetto fluido che oscilla tra il 3-5-2 e il 3-4-2-1, i toscani fanno dell’agonismo la loro arma principale. Non è un caso che siano tra le formazioni che cercano con più insistenza il lancio lungo: la manovra prevede spesso la verticalizzazione immediata verso le punte o le mezzali, saltando i fronzoli in costruzione per puntare diretti alla porta avversaria.
Il pericolo maggiore nasce però dalla gestione degli spazi: i toscani lavorano molto bene in orizzontale, allargando il gioco sugli esterni per dilatare la difesa e aprire canali agli inserimenti dei centrocampisti. È un aspetto tattico che preoccupa non poco il Bari, apparso spesso carente nei duelli individuali e che dovrà chiedere ai propri mediani un surplus di attenzione per assorbire questi movimenti senza palla. In fase difensiva, inoltre, la Carrarese aggredisce alto creando grande densità in zona palla, una “gabbia” che rischia di soffocare la costruzione biancorossa se non affrontata con la giusta cattiveria.

